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Nel
maggio del 2002 sono state aperte al pubblico presso la
batteria alta del forte Wohlgemuth di Rivoli veronese 3
sale e nella primavera del 2004 ne sono state aggiunte
2.
Gli oggetti esposti sono stati trovati sui campi di
battaglia della Grande Guerra in anni di ricerche della
famiglia Rama, oppure donati da privati. Nulla è stato
mai acquistato.
Collabora l’Associazione “Amici del Forte” per mantenere
aperto il forte ed alcuni volontari per accompagnare i
visitatori.
Il museo si compone così di cinque grandi sale con
soffitto a botte, ex depositi di munizioni, comunicanti
tra loro da passaggi a volta. Sono qui raccolte nella
prima sala, alcune monografie di soldati veronesi con
lettere ed oggetti personali e varie pubblicazioni
del
giornale l’”Arena di Verona” (vedi alcuni dettagli:
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3
4
5
6) con interviste ai
combattenti reduci veronesi della prima guerra mondiale.
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Click sulle foto
per ingrandirle |
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Grandi quadri ad acquerello dipinti da Giuseppe Rama (è
anche un apprezzato pittore) introducono, nella seconda
sala, nei luoghi dove gli oggetti esposti vennero
rinvenuti: bombe a mano e da fucile, granate, proiettili
di vari calibri, bossoli, elmetti, baionette e spade.
E’
stata inoltre ricostruita una zolla di terra disseminata
di schegge, bossoli e reticolati per ricordare lo
strazio dei campi di battaglia. Nella quarta sala si
trovano soprattutto materiale cartaceo, giornali,
medaglie, bottoni, monete e molti oggetti personali
ritrovati in anni di ricerche. E’ esposta parte di una
ricca raccolta di documenti provenienti dalla biblioteca di Cesare Maria De Vecchi; prese parte alla
Prima Guerra Mondiale e fu poi quadriumviro nella marcia
su Roma. Molte sono anche le cartoline di guerra e altri
documenti originali dell’ epoca.
Nella quinta sala vi è
ricostruita una baracca austriaca di alta montagna,
completa di materiale originale (piatti, forchette,
gamelle e bottiglie), nel tentativo di rimettere al loro
posto ciò che in montagna è stato trovato.
All’esterno del forte mancavano i cannoni…. Con passione
e tenacia Giuseppe ha affrontato le alte cariche
militari chiedendo in concessione i pezzi d’artiglieria
che nelle caserme veronesi e trentine erano destinati
alla rottamazione. Ora con orgoglio si offrono ai
visitatori pure
6 cannoni di vario calibro, lungo la
strada che sale al museo. Grazie soprattutto al Col.
Castellani!
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Inaugurazione del 2004 |
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All'inaugurazione del 2004, ha partecipato una
rappresentanza di Kaiserjager da Trento, vestiti con le
divise originali. Hanno salutato i nuovi locali del
museo accogliendo i visitatori all'ingresso e con
tuonanti salve di fucili. |
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Questa iniziativa è
strettamente legata alla passione della famiglia Rama,
perché purtroppo non si è goduto di particolari
sponsorizzazioni. Numerose bacheche espositive sono
state donate dal Museo di CastelVecchio ed i familiari
di alcuni reduci delle Grande Guerra hanno offerto gli
oggetti dei loro cari. Nell’esposizione si è cercato
inoltre di mantenere lo spirito con il quale questi
reperti sono stati raccolti e curati, in semplicità e
poca retorica.
Nel territorio di Verona
e provincia questa è un’esposizione unica nel suo
genere. Ciò forse evidenzia per Verona una mancanza di
sensibilità nei confronti di questa storia italiana. La
retorica negli anni ne ha purtroppo nascosto la cruda
realtà dei fatti e la conoscenza che se ne ha è legata
talora a goffe e sbiadite immagini in bianco e nero.
Il nostro territorio fu
centro nevralgico di comando e smistamento di materiale
e soldati, ma non campo di battaglia. Non
dimentichiamoci poi di tutti i veronesi che furono
chiamati alle armi e che vissero in prima persona i
tristi eventi della 1° Guerra Mondiale: a loro dobbiamo
perlomeno un chiaro ricordo.
Quanti oggetti di costoro
ora abbandonati nelle soffitte o in vecchi armadi sono
destinati ad essere dispersi, passando di mano in mano?
Perché non li ricoveriamo qui? Rimarrebbero a perenne
memoria per le generazioni future. E’ una proposta che
inoltriamo a tutti perché questi oggetti hanno un valore
storico apprezzabile solo con la conoscenza. |
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L’esposizione è stata dedicata nel 2005 con delibera
comunale (Vedi
l'articolo), alla memoria di
Walter Rama; nostro fratello e
figlio che con passione e dedizione raccolse questi
oggetti con suo papà e suo fratello e qui, uno ad uno,
pose. Ogni pur piccolo reperto racconta qualcosa del suo
proprietario e per chi ebbe la fortuna di conoscerlo,
anche di
Walter.
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