Il Forte

Da Verona Report, una bella presentazione del Forte

Il Forte Rivoli, con il sistema di sbarramento della Chiusa d’Adige, deve essere osservato come monumento architettonico dell’Unità nazionale, originariamente ideato come dispositivo absburgica, anti-italiano, poi convertito dai fortificatori del Regno d’Italia a baluardo anti-austriaco, mantenendo in essere e trasformando le opere absburgiche, con l’inversione del fronte di combattimento, ed integrando il sistema di sbarramento con nuove fortificazioni.
Il nuovo formidabile assetto, che si potrebbe definire austro-italiano, stabilì un potentissimo propugna volo contro l’Impero austro-ungarico; la sua validità venne messa alla prova durante la Grande Guerra, con esito decisivo di deterrenza contro la strategia di sfondamento del Tirolo (Strafexpedition) pianificata dallo Stato Maggiore nemico (maggio 1916).

Le fortificazioni di Rivoli-Ceraino, hanno un profondissimo legame con l’antica tradizione locale dell’architettura di pietra. Maestranze veronesi e trentine furono impegnate nei grandiosi cantieri ottocenteschi della Chiusa. Le pietre da taglio, le lastre, vennero estratte dalle vicine cave di Lubiara, del Monte Pastello e di Sant’Ambrogio. L’arte del taglio della pietra, perfettamente posta in opera, rappresenta il lascito altissimo di un’antica sapienza costruttiva.

Il compendio fortificato

Armamento e Presidio

Epoca austriaca, Forte Wohlgemuth

Anno 1854
3 cannoni da 18 libbre
3 cannoni da 12 libbre
2 cannoni da 6 libbre
1 obice da 10 libbre
1 mortaio da 10 libbre
Presidio 120 uomini

Epoca austriaca, Forte Wohlgemuth

Anno 1866
8 cannoni rigati da 12 libbre
2 cannoni da 24 libbre
2 cannoni da 12 libbre
2 mortai da 30 libbre

Epoca del Regno d'Italia, Forte Rivoli

Anno 1878
3 cannoni rigati da 16 cm
2 cannoni rigati da 12 cm
4 cannoni rigati da 9 cm
6 cannoni rigati da 8 cm

Fonte Rivoli e Batteria Alta

Anno 1894
4 cannoni rigati da 15 cm
6 cannoni rigati da 12 cm
4 obici rigati da 15 cm
Batteria Bassa
5 cannoni rigati da 15 cm

Forte Rivoli - Batteria Alta

Presidio in tempo di guerra
Da 1/2 a 3/4 di compagnia di fanteria
115 – 125 artiglieri

Forte Rivoli - Batteria Bassa

Presidio in tempo di guerra
Da 1/2 a 3/4 di compagnia di fanteria
35 – 454 artiglieri

Cronologia Avvenimenti

  • 1849 In seguito agli avvenimenti di guerra dell’anno precedente tra l’armata austriaca e l’armata sardo-piemontese, il Feldmaresciallo Radetzky espone al Ministro della Guerra la necessità di nuove fortificazioni a sbarramento del Valle dell’Adige, presso la Chiusa Veneta.

  • 1849-1850 La Commissione centrale per le fortificazioni, stabilisce la fortificazione della Chiusa Veneta.

  • 1851-1852 Studio ed elaborazione dei progetti per le opere del settore di destra Aduge: forte Wohlgemuth (Rivoli), sul Monte Castello. Inizio dei lavori: costruzione della strada militare a tornanti sul versante occidentale del Monte castello e spianamento della sua sommità.

  • 1854 Ultimazione dei lavori del Forte Wohlgemuth; occupa la posizione dominante di destra d’Adige, a nord dell’abitato di Rivoli, sullo sperone roccioso (Monte Castello), proteso a picco sulla valle atesina, la principale via di comunicazione tra il Lombardo-Veneto ed il centro della Monarchia. Concorreva ad interdire il transito dell’esercito nemico attraverso la valle dell’Adige ed al piede del Monte Baldo, mantenendo e il dominio a favore dell’armata absburgica.

  • 1866 Terza Guerra d’Indipendenza. Cessione del Veneto al Regno d’Italia. La linea di frontiera verso l’Impero Austro-Ungarico interseca la Val d’Adige presso Ossenigo, tra Ala e Peri, circa 12 chilometri a nord di Rivoli.

  • 1871 Piano generale di Difesa dello Stato. Per il sistema di sbarramento montano di Rivoli-Ceraino, verso la frontiera austriaca, sono previste 8 opere fortificate, comprese quelle austriache da modificare e potenziare.

  • 1875 Nuovi studi sulla difesa territoriale dello Stato sono affidati al Comitato di Stato Maggiore generale. Assegnazione delle somme per i lavori fortificatori più urgenti.

  • 1881-1885 Riforma e ammodernamento del sistema difensivo della Val d’Adige (sbarramento di Rivoli). Inversione del fronte di combattimento del forte Rivoli; aggiunta di una batteria casamattata rettilinea (Batteria alta), innestata nel corpo cilindrico del forte austriaco.
    Costruzione della batteria annessa al fronte settentrionale del Forte Rivoli (Batteria Bassa, 1884).
    Nuovi edifici militari per il servizio logistico: costruzione della caserma-ospedale “Massena”, sul versante meridionale del Monte Castello, presso il Forte di Rivoli e annessa scuderia per i quadrupedi, in posizione non esposta al fuoco nemico; costruzione della Polveriera principale in posizione periferica, a meridione di Rivoli, ai piedi del Monte Pipolo.

La morfologia del territorio

Una colossale azione geodinamica, prodotta dall’avanzata e dal ritiro del ghiacciai orefici, dalla successiva erosione fluviale dell’Adige, iniziata dopo la glaciazione di Wurm, ha dato forma nel corso dei millenni all’anfiteatro morenico, sulla riva destra, al sinuoso intaglio fluviale della gol rocciosa presso la Chiusa, alle imponenti masse montane dei contrapposti versanti del Monte Baldo e del Monte Pastello. Sullo sperone roccioso del Monte Castello, a precipizio sul fiume, si domina l’intero giro d’orizzonte, spaziando dalla valle atesina, alla regione benacense ed alla pianura veronese. Il forte Rivoli, con la pura geometria della sua architettura si impone all’osservatore istituendosi a punto focale del paesaggio e, nello stesso tempo, punto privilegiato di irradiazione delle visuali prospettiche di grande portata verso il territorio.
Le fortificazioni della Chiusa ed il forte Rivoli, sono dedotte dai fattori naturali come sintesi del paesaggio per le finalità della guerra e della sicurezza. Oggi, spogliate dall’originale utilità militare, si impongono nella natura come perfette opere di un’arte ormai estinta, inscindibili dal quadro ambientale e paesaggistico.

Tratto da “Il forte Wohlgemuth (Forte Rivoli) ed il sistema di sbarramento del chiusa veneta” del Dott. Arch.L.V. Bozzetto

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